un saluto al prof Gianni Scudo

È con grande dolore che apprendiamo della scomparsa improvvisa di Gianni Scudo,

per molti anni professore di Tecnologia dell’Architettura nel Politecnico di Milano

dal prof. Alessandro Rogora | Politecnico di Milano| Dipartimento DAStU:

Gianni è stata una figura pionieristica negli studi sull’ambiente costruito, sull’efficienza energetica e sul rapporto tra progetto, ecologia e territorio. Formatosi nel clima intellettuale dello IUAV degli anni Settanta, sotto l’influenza di maestri come Giancarlo De Carlo e Sergio Los, ha contribuito a introdurre nel dibattito architettonico italiano una visione interdisciplinare che intrecciava progettazione, scienze ambientali ed ecologia.
Trasferitosi a Milano alla fine degli anni Settanta, ha sviluppato un’intensa attività di ricerca e insegnamento nel campo del controllo ambientale e dell’integrazione delle tecnologie energetiche nell’architettura. Attraverso programmi nazionali ed europei e la creazione di laboratori sperimentali dedicati all’innovazione tecnologica, ha formato generazioni di studenti e ricercatori, contribuendo in modo significativo alla diffusione della cultura della sostenibilità nel progetto architettonico.
Negli anni Novanta e nei primi anni Duemila il suo lavoro si è progressivamente ampliato verso una concezione ambientale dell’architettura capace di dialogare con le scienze della vita, l’ecologia, la botanica e l’agronomia. Da coordinatore del corso di laurea in Architettura Ambientale e attraverso numerose collaborazioni internazionali, ha promosso un approccio bioclimatico e territoriale al progetto, anticipando temi che sarebbero divenuti centrali nel dibattito contemporaneo sulla transizione ecologica.
Nella fase più recente della sua attività scientifica ha rivolto l’attenzione ai metabolismi territoriali, alle filiere agroalimentari ed energetiche locali e alla costruzione di nuovi rapporti tra città e campagna. Sempre attento alle connessioni tra innovazione tecnica, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale, lascia un’eredità culturale profonda, fatta di ricerca rigorosa, apertura interdisciplinare e costante impegno nella formazione di una nuova generazione di progettisti e studiosi del territorio.

Alla moglie Simonetta, ai figli Agata ed Ettore, agli amici e a quanti hanno lavorato più strettamente con lui vanno le più sentite condoglianze mie e di tutto il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani.

si uniscono al cordoglio i Soci, i membri del Consiglio Direttivo e il Presidente di Anab Paolo Rava

per la perdita di una figura di spicco nel mondo

della “conoscenza approfondita di uomo e ambiente” e grande sostenitore di ANAB