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mercoledì, 23 marzo 2016

TOUR della CANAPA

Visita a quattro cantieri di ricostruzione nel cratere del sisma 2012, tra le province di Ferrara e Modena

Sabato 2 aprile si svolgerà il TOUR della CANAPA.


La giornata prevede 4 tappe in visita a 4 edifici e cantieri di ricostruzione in cui sono utilizzati canapa, calce, legno e argilla. 

Grande protagonista sarà la canapa, sotto forma di canapa e calce per isolamenti a cappotto ed intonaci, per l'isolamento di pavimenti e solai, in pannelli per l'isolamento di tetti.
Sarà possibile vedere al vero alcune sezioni murarie complete, nella ristrutturazione e nella nuova edificazione, applicazioni sull'edilizia tradizionale emiliana, ma anche cantieri in cui scoprire tecnologie del legno e prefabbricazione legate ai materiali: canapa, legno ed argilla.

Il tour si svolgerà nel territorio ancora provato dal sisma del 2012, l'Emilia Romagna, dove la ricostruzione ha imposto l'applicazione delle severe normative antisismiche, ma ha anche dato l'opportunità di ricostruire con criteri bioecologici che assicurano benessere e salubrità all’interno delle abitazioni.

Questa giornata vuole essere un momento divulgativo aperto anche ad un pubblico di non tecnici e sarà allo stesso tempo occasione per lanciare successivi i seminari di approfondimento su canapa e su terra cruda che sono in programma per i mesi di maggio-giugno.

Un interessante tour da non perdere!!!! Parola di ANAB!

IMPORTANTE: Per accedere alle aree di caniere è richiesto di sottoscrivere una liberatoria e di disporre dei Dispositivi di Protezione Individuale (scarpe antinfortunistiche, casco, abbigliamento idoneo).

 

ISCRIZIONI online


Scarica la locandina: VOLANTINO TOUR CANAPA

Scarica il report: TOUR DELLA CANAPA - Report

 


Abbiamo il piacere di condividere questo testo di Mina Bardiani

 

2 APRILE 2016 - TOUR DELLA CANAPA NEL CRATERE EMILIANO

 

Le centinaia di scosse che hanno colpito questa terra nella primavera del 2012 hanno messo a nudo la sua incredibile ricchezza anche se hanno lasciato un segno indelebile nella storia di questo territorio.

In questo territorio i cantieri sono tanti e tanti ancora sono gli edifici che devono essere riparati o ricostruiti perchè per mettere in pratica una ricostruzione postsisma il lavoro è inevitabilmente lungo.

Purtroppo i preziosi manufatti storici in mattone cotto e crudo, formati a mano, spesso devono essere distrutti senza il rispetto che la loro irripetibilità doveva imporci.

Occorre riflettere e studiare bene cosa c'era e cosa si sta perdendo per sempre per poter condurre una ricostruzione adeguata ai nostri tempi e soprattutto alle generazioni future, così come fecero gli antichi costruttori di questa terra.

 

Occorre che la storia di questi luoghi non venga gettata e dimenticata come qualcosa di sbagliato e quindi da negare per sempre altrimenti si tagliano le radici che han dato sostanza a quella società umana a cui tutti apparteniamo.

I padri che hanno costruito in questa terra sapevano del clima duro che si doveva affrontare e che oggi è pure peggiorato. Sapevano costruire con i principi antisismici che la statica gli aveva trasmesso già allora e senza che vi fossero codici o norme obbligatorie.

Oggi non siamo più in grado di costruire quei manufatti proprio così come erano, con tanto lavoro manuale e con il controllo “pezzo per pezzo”.

Siamo però in grado di costruire in modo naturale edifici con altissime prestazioni termiche e antisismiche e con sistemi le cui materie prime  potrebbero facilmente essere prodotte in loco, rivalutando un territorio duramente colpito che ha grande necessità di risorgere per compensare i tanti danni subiti.

Grazie a chi crede in tutto questo, col proprio duro lavoro e scardinando le proposte semplicistiche dell'edilizia convenzionale, sono state messe in opera  costruzioni dotate di queste caratteristiche eccezionali.

Sono abitazioni dove la canapa determina una buona parte delle caratteristiche prestazionali, quella stessa canapa che un tempo in questa terra era coltivata e lavorata e che da circa vent'anni viene prodotta ed utilizzata con successo in quasi tutta l'Europa.

Da diversi decenni la canapa non viene coltivata in Emilia Romagna, ma si “coltivano” ancora gli idrocarburi e colture adatte alla produzione di energia che in parte ne sta sostituendo la forza economica locale.

 

I cantieri che si visiteranno il prossimo 2 Aprile possono sembrare pochi esempi, ma essi stessi dimostrano inequivocabilmente che su questo cratere, formatosi nel 2012, ristrutturare e ricostruire in modo naturale si può, almeno nel momento in cui la cosa è sostenuta da tutti i soggetti coinvolti nella ricostruzione postsisma. Semplice a dirsi ... quasi impossibile a realizzarsi.

Ecco perchè questi rari esempi hanno intrinsecamente la forza di riaffondare le radici in questo territorio, ferito duramente, come la popolazione che lo abitava in quei giorni del maggio 2012.

 

L'utilizzo del legno per costruire e ristrutturare riprende un materiale che da sempre veniva utilizzato insieme al mattone cotto e crudo; l'argilla e la calce possono essere utilizzate insieme alla canapa per il miglioramento termico degli edifici. La calce, che anche qui come in buona parte del territorio nazionale, era la malta per eccellenza, offre infatti quelle prestazioni di traspirabilità necessarie in queste zone con alti tassi di umidità.

Da questi principi cardine si è sviluppata l'architettura di questi edifici. 

 

La casa con le trecce, a San Possidonio è stata realizzata nel 2013 come abitazione temporanea di una famiglia terremotata anche per dare l'esempio di come si può costruire ed abitare confortevolmente con bassissimi costi di funzionamento.

La piccola abitazione era esposta al MadeExpo dell'ottobre del 2012, da dove è stata subito recuperata per riciclarne tutte le componenti e trasformarla in vera abitazione. L'arrivo dei 2 camion rimorchio sul cratere è stato accolto dalla popolazione locale con grande speranza di una ricostruzione sana e “semplice a farsi”. Alla sua messa in opera hanno partecipato diversi volontari venuti da tutta Italia.

Nelle abitazioni in corso d'opera di Vigarano Mainarda (Fe) e di Cavezzo (MO), con struttura portante in legno, lo spessore murario è realizzato in canapa e calce per ottenere quel fresco estivo che l'edificato storico garantiva, e allo stesso tempo garantire un'ottima prestazione termica per la stagione fredda, permettendo di ridurre drasticamente l'emissione di CO2 nell'ambiente e l'utilizzo di risorse energetiche non rinnovabili.  

Il legno, la canapa, la calce e la terra cruda sono infine i materiali protagonisti anche della ristrutturazione dell'agriturismo La Lanterna di Diogene a Solara di Bomporto, che si è conclusa nel 2015 e ha visto la partecipazione volontaria di diversi operatori del settore e il coinvolgimento dei ragazzi della Cooperativa Sociale.

 

Questi pochi esempi sono sufficienti per focalizzare che il costruire in modo naturale offre al territorio e alla popolazione del cratere l'occasione di una vera rinascita, costruita recuperando le radici, la memoria e la saggezza del buon costruire, creando ambienti di vita salubri e confortevoli, risparmiando energia, producendo un'impronta ecologica minima, creando occasioni di nuova coesione sociale, di lavoro e di ricaduta economica sul territorio...

     



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