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venerdì, 17 ottobre 2014

MANIFESTO PER UN'ARCHITETTURA BIOECOLOGICA

Il Manifesto ANAB siglato ad Udine il 15 ottobre 1989

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Se osserviamo la situazione ambientale del pianeta Terra dobbiamo constatare che l'attuale modello di sviluppo sta per raggiungere il punto di rottura.

E' necessaria una presa di coscienza generale per comprendere come si è giunti a tale situazione, per evitare la catastrofe che si profila, 'inventando' un nuovo modello, che sia in grado di arrestare questo processo di autodistruzione.

Con la rivoluzione industriale nascono le concentrazioni operative, che sfociano nel capitalismo sempre più teso a realizzare il massimo profitto. 

L 'evoluzione dei tempi e dei rapporti tra capitale e proletariato sfuggono ad una tecnologia sempre più raffinata, a concentrazioni capitalistiche (le multinazionali), al consumismo. Questo è ottenuto attraverso necessità indotte e fittizie, che creano necessità di superlavoro e di spostamenti.

Il tutto incide sulla conduzione familiare e determina stati di stress.

Inoltre, per produrre di più e guadagnare in tempo e denaro, si dà mandato, soprattutto alla chimica, di trovare nuovi prodotti da imporre al consumatore.

Il risultato finale è l'inquinamento diffuso a tutti i livelli che mina la salute dell'uomo; e la pubblicità sfrenata e suadente offusca la nostra capacità di renderci conto di questo fatto.

Non c'è alcun limite a questa frenesia edonistica e del profitto.

Inutili sono stati finora le grida d'allarme di tanti scienziati, scossi dai disastri che hanno colpito la Terra in questi ultimi anni, e che sono stati provocati dall'uomo (stravolgimenti etnici ed ambientali, i vari 'Cernobil', rarefazione dell'ozono, effetto serra, eutrofizzazione dei mari, piogge acide, distruzione dei polmoni verdi della Terra).

 

L 'uomo ha raggiunto, con l'attuale modello di sviluppo, i limiti di tolleranza di questa situazione innaturale. L 'ambiente chiede ormai tregua alla violenza che gli viene imposta.

L 'attività edilizia, in particolare, è per lo più fonte di distruzione dell'ambiente. Essa non può più esprimersi come appropriazione di nuove aree, sfruttate intensamente da un'attività costruttiva sempre più prepotente. Ragioni pratiche, ma soprattutto etiche impongono un'inversione di, rotta, come nuova strada che permetta di determinare una diversa qualità della vita sul pianeta Terra.  Occorre analizzare ogni azione svolta dall’uomo sul territorio, trovare quelle che gli sono nocive per eliminarle.

Imporre che qualsiasi legge debba obbedire innanzi tutto alla salvaguardia dell'intero ecosistema.

L' architettura assume funzione essenziale in questa opera 'di risanamento in quanto essa può tracciare il percorso per una ricalibratura del territorio, per un ripristino ambientale, per una riscoperta degli elementi fondamentali del vivere in sintonia con la natura. L 'inserimento armonico dell'evento edilizio nell' ambiente è indispensabile a tutti i livelli per ritrovare l'equilibrio tra natura e uomo anche attraverso l'intervento costruttivo.

Tutte le attività connesse con I' edilizia devono essere ristrutturate e integrate coi processi naturali, non alterati, in una indispensabile verifica di costante ecocompatibilità.

Contemporaneamente, se necessario, deve cercarsi la via della conversione o dello smantellamento.

 

Nasce l'esigenza di inserire nel contesto della architettura una nuova disciplina,

L' "ARCHITETTURA BIOECOLOGICA":

è questa la nuova strada che noi indichiamo come l'unica attualmente capace di arginare il degrado dell'ambiente, dell'edilizia e del vivere dell'umanità.

 

Essa si propone, come elemento fondamentale, il ripristino di un territorio sano, in cui inserire infrastrutture e servizi decisamente non inquinanti, supporti di agglomerati urbani 'vivibili', per ritrovare anche quei rapporti sociali che progressivamente si sono disgregati.

 

L' Architettura Bioecologica considera l'edificio come un organismo vivo, che deve inserirsi naturalmente nello spazio e non costituire una barriera sigillata tra l' esterno e I' interno, consentendo all'uomo di vivere in quell'equilibrio universale a cui il suo organismo si è conformato nel corso dei millenni.

Inoltre essa è "totale" intendendo con ciò che deve occuparsi non solo della edificazione, ma anche della ristrutturazione e dell'intervento sul territorio.

 

Punti qualificanti e basilari dell' ARCHITETTURA BIOECOLOGICA sono:

 

L 'indagine preliminare per individuare, localizzare e misurare gli elementi perturbatori ed inquinanti che possono sussistere nell'ambiente, nei materiali e negli impianti.

L 'analisi della potenzialità energetica del sito, che dovrà essere utilizzata al massimo grado, usando solo impianti tecnologici ecocompatibili ridotti al minimo indispensabile e permettendo un microclima sempre gradevole in un ambiente naturale riequilibrato.

La tutela e la salvaguardia dell'ambiente, anche in caso di inserimenti che devono soddisfare alla condizione di compatibilità.

I criteri di scelta dei materiali, che devono rispondere ai seguenti punti fondamentali:

siano possibilmente reperibili in loco;

si privilegino quelli naturali non nocivi, che non siano stati resi inquinanti da trasformazioni strutturali, stravolgenti la loro composizione chimica;

in ogni fase di utilizzo e trasformazione essi conservino costantemente la propria bioecologicità;

siano riciclabili.

 

L' Architettura Bioecologica si propone di fornire infrastrutture e di costruire manufatti volti al massimo benessere psicofisico del fruitore, nel totale rispetto per l’ambiente, delle tradizioni e cultura locali, e delle loro evoluzioni nel tempo, usando tecnologie, materiali e modelli non alteranti. Questo ci permetterà di consegnare alle generazioni future un mondo di cui non dovremo vergognarci ed in cui esse possano realizzare una vita migliore della nostra. Su questa nuova strada tutti sono responsabili: organi di informazione, educatori, docenti, e soprattutto operatori di ogni settore produttivo. Questi devono studiare, preparare e fornire materiali e tecnologie bioecocompatibili.

Anche su queste basi tecniche, coinvolgendo Amministrazioni ed Enti pubblici e privati, e tutta la opinione pubblica, con determinazione, si dovrà chiedere l'intervento delle forze politiche per ottenere una revisione ed un adeguamento delle leggi. in materia di Architettura Bioecologica.

Tutti siamo coinvolti in questo ambizioso disegno di risanamento e di riscoperta dei valori fondamentali della nostra esistenza, perché tutti abbiamo diritto di vivere liberati dalle paure dei disastri, paradossalmente creati dall'uomo stesso, e di poter usufruire di tutte le ricchezze, non solo materiali,  che la natura vorrebbe e potrebbe donarci.

 

Udine, 15 ottobre 1989

Arch. Siegfried Camana

Arch. Gianfranco Carignano

Arch. Enrico Micelli

Arch. Ermes Santi


Scarica il documento in formato pdf: MANIFESTO PER UN'ARCHITETTURA BIOECOLOGICA - ANAB 1989

 

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